Aree svantaggiate agricole: Ortacesus declassato e Senorbì escluso dall’elenco del Ministero











Il Ministero delle Politiche Agricole ha completato l’iter per la nuova delimitazione delle zone soggette a vincoli naturali significativi, diverse dalle zone montane, su tutto il territorio nazionale, che scaturisce da un obbligo normativo europeo, il regolamento Ue 1305 del 2013, che prevede la definizione di aree che presentano effettivi svantaggi naturali da giustificare attraverso specifici parametri tecnici.

Passano da 279 a 309 i Comuni della Sardegna che potranno accedere alle misure di sostegno – tra cui le indennità compensative previste dalla misura 13 del Programma di sviluppo rurale– a favore delle zone svantaggiate.
Nei territori della Trexenta e Parteolla l’unica modifica riguarda il territorio di Ortacesus che nell’ultimo aggiornamento ministeriale passa nell’elenco dei centri non svantaggiati.

Non è una novità, ma continua invece a rimanere escluso dall’elenco dei comuni svantaggiati Senorbí.
La decisione è stata contestata dagli agricoltori locali, perché non essere considerati territori svantaggiati comporta meno possibilità nell’accesso agli aiuti per investimenti.
Il Consigliere Regionale Fausto Piga, informato della problematiche dalle aziende del territorio, ha presentato una mozione da discutere nella massima assemblea sarda affinché l’Assessore Regionale all’Agricoltura Gabriella Murgia e il Presidente Solinas si attivino al fine di esortare il Ministero delle Politiche Agricole a includere tutti i Comuni esclusi e favorire uno sviluppo omogeneo del territorio.

Dello stesso avviso il primo cittadino di Senorbì Alessandro Pireddu che dal suo profilo Facebook dichiara “Penso che anche i nostri imprenditori debbano avere le stesse chance di quelli dei paesi vicini”.
Si attende ora una nuova presa di posizione degli uffici regionali per suggerire in extremis correttivi al Ministero delle Politiche Agricole che ha valutato il territorio sulla base di diversi parametri tra cui altimetria, rete irrigua consortile, criteri biofisici, densità di bestiame e produzione standard media.